Casi di studio

Progetti
reali.

Come abbiamo aiutato aziende concrete a capire la propria esposizione all'AI Act e ad agire prima della scadenza.

2
Progetti completati
2
Settori coperti
Ago 2026
Scadenza critica
✓ Caso reale — anonimizzato HR / Recruiting Alto rischio Provider 01

Startup Accelerator:
un chatbot che diventava illegale
con una funzione in più

Un acceleratore di startup internazionale — con sedi in Europa tra cui Italia, Germania e Paesi Bassi — usava un chatbot AI per rispondere alle domande dei founder in fase di candidatura. Il sistema era classificato a rischio limitato. Poi è arrivata la richiesta di aggiungere una funzione di scoring automatico dei candidati. Quella singola aggiunta avrebbe spostato l'intero sistema nella categoria ad alto rischio dell'AI Act, con obblighi tecnici e legali completamente diversi.

Situazione iniziale
  • Chatbot RAG per FAQ candidatura — nessuna classificazione AI Act formale
  • Nessuna disclosure all'utente che stava interagendo con un'AI
  • Richiesta interna di aggiungere scoring automatico dei founder
  • Zero consapevolezza delle implicazioni legali europee
Risultato
  • Classificazione formale del sistema esistente: rischio limitato
  • Disclosure implementata: l'utente sa di interagire con un'AI
  • Funzione scoring progettata con architettura conforme all'AI Act
  • Logging, supervisione umana e documentazione tecnica integrati by design
Cosa abbiamo fatto
01 Classificazione del sistema esistente — analisi del chatbot RAG e classificazione formale come sistema a rischio limitato ai sensi dell'AI Act.
02 Impact analysis sulla funzione scoring — dimostrazione tecnica e legale di come l'aggiunta dello scoring spostasse il sistema nell'Allegato III (sistemi per selezione di persone fisiche).
03 Progettazione architettura conforme — logging delle decisioni AI, interfaccia di supervisione umana per i direttori del programma, documentazione tecnica del modello.
04 Implementazione disclosure e trasparenza — notifica all'utente che sta interagendo con un'AI, già obbligatoria da febbraio 2025.
○ Scenario illustrativo Finanza / FinTech Alto rischio Deployer 02

FinTech credit scoring:
deployer non significa
senza obblighi

Scenario rappresentativo di una PMI FinTech italiana che usa un software di credit scoring di terzi. L'errore più comune in questo contesto: pensare che gli obblighi AI Act spettino solo al fornitore del software. Il deployer ha invece una serie di obblighi propri — supervisione umana, conservazione log, FRIA, informativa ai clienti — indipendenti da quelli del provider.

Situazione tipica
  • Software di credit scoring acquistato da vendor esterno
  • Nessun AI inventory — i sistemi AI in uso non sono mappati
  • Convinzione che "il fornitore pensi a tutto"
  • Nessun processo di supervisione umana documentato
  • Clienti non informati dell'uso di AI nelle decisioni creditizie
Dopo il percorso
  • AI inventory completo con classificazione del rischio per ogni sistema
  • Chiarezza su obblighi del deployer vs obblighi del provider
  • Procedura di supervisione umana documentata e attiva
  • FRIA completato per i sistemi di valutazione solvibilità
  • Informativa clienti aggiornata con menzione dell'uso di AI
Percorso tipo
01 AI Inventory — mappatura di tutti i sistemi AI in uso, inclusi quelli non immediatamente evidenti (scoring integrato nel gestionale, modelli di rischio nel CRM).
02 Gap analysis deployer — confronto tra gli obblighi applicabili al deployer in un settore ad alto rischio e la situazione attuale dell'azienda.
03 Fundamental Rights Impact Assessment (FRIA) — obbligatorio per istituti finanziari che usano AI per valutare solvibilità e credit scoring.
04 Piano d'azione con scadenze — prioritizzazione degli interventi in base all'urgenza, con distinzione tra obblighi già in vigore e scadenze agosto 2026.
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