Come abbiamo aiutato aziende concrete a capire la propria esposizione all'AI Act e ad agire prima della scadenza.
Un acceleratore di startup internazionale — con sedi in Europa tra cui Italia, Germania e Paesi Bassi — usava un chatbot AI per rispondere alle domande dei founder in fase di candidatura. Il sistema era classificato a rischio limitato. Poi è arrivata la richiesta di aggiungere una funzione di scoring automatico dei candidati. Quella singola aggiunta avrebbe spostato l'intero sistema nella categoria ad alto rischio dell'AI Act, con obblighi tecnici e legali completamente diversi.
Scenario rappresentativo di una PMI FinTech italiana che usa un software di credit scoring di terzi. L'errore più comune in questo contesto: pensare che gli obblighi AI Act spettino solo al fornitore del software. Il deployer ha invece una serie di obblighi propri — supervisione umana, conservazione log, FRIA, informativa ai clienti — indipendenti da quelli del provider.
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